Risonanza Tac Sicilia

Risonanza magnetica mammaria

RM mammelle

Che cos’è la risonanza magnetica mammaria (RMM)?
La risonanza magnetica mammaria (RMM) è una metodica di diagnostica per immagini molto accurata per lo studio della patologia mammaria.

L’elevata qualità delle immagini, ottenute con risonanza ad alto campo e lo studio mediante mezzo di contrasto endovena della vascolarizzazione di eventuali noduli, consentono di caratterizzare lesioni focali mammarie anche di esigue dimensioni.

Si tratta di un esame complementare agli esami di I° e II° livello nello studio delle mammelle rispettivamente mammografia ed ecografia mammaria.

L’elevata sensibilità diagnostica, la maggiore in assoluto tra le metodiche di studio senologico, può accompagnarsi al rischio di sovradiagnosi: pertanto per potere ottenere la maggiore accuratezza diagnostica possibile da questo esame è fondamentale che venga eseguito con metodica standardizzata ed adeguata (apparecchiatura RM ad elevato campo come quella in dotazione al nostro studio radiologico Signa Creator della G.E.) con protocollo di studio standardizzato, da personale tecnico esperto e secondo linee guida.

La risonanza magnetica mammaria (RMM) per lo studio del parenchima mammario viene eseguita sempre con mezzo di contrasto endovena, fatta eccezione per lo studio delle protesi che viene eseguito in condizioni basali.

A che cosa serve la risonanza magnetica mammaria (RMM)?

La risonanza magnetica mammaria (RMM) permette infatti di identificare i noduli tumorali con caratteristiche sospette per malignità sulla base della morfologia e della vascolarizzazione.

Inoltre, in caso di patologia maligna istologicamente accertata, è in grado di fornire informazioni fondamentali per il planning pre-chirurgico quali l’estensione della lesione, la presenza di multifocalità e multicentricità, la distanza minima dal piano del muscolo grande pettorale e dal complesso areola-capezzolo.

Recenti studi hanno anche evidenziato come la RM mammaria, eseguita da personale dedicato, possa anche fornire informazioni utili ad identificare la coesistenza di tumori definiti “in situ”, cioè non ancora apprezzabili alle indagini tradizionali (mammografia ed ecografia).

La maggiore accuratezza diagnostica della RM mammaria nell’identificazione nella stadiazione preparatoria si è rilevata soprattutto nelle pazienti con mammelle dense ed in alcuni tipi tumorali come il carcinoma lobulare infiltrante (spesso difficilmente visibile in mammografia) ed in immunofenotipi a peggiore prognosi, quale il triplo-negativo.

Per l’elevata ed indiscussa sensibilità della metodica, la Risonanza magnetica mammaria (RMM) è riconosciuta inoltre come indagine fondamentale nei protocolli di prevenzione oncologica delle pazienti  predisposte geneticamente al tumore mammario (BRCA 1/2 positività, ecc..) e nelle pazienti considerate ad alto rischio per storia di pregressa irradiazione toracica (ad esempio radioterapia in paziente con storia di linfoma).

Pertanto le indicazioni principali per l’esame di risonanza magnetica mammaria (RMM) secondo le linee guida definite della letteratura scientifica europea (EUSOMA Recommendation 2010) sono:
donne a elevato rischio genetico-familiare per carcinoma mammario; ricerca di carcinoma primitivo occulto metastatico di sospetta origine mammaria, con esami tradizionali negativi;
ricerca i multicentricità, multifocalità, ilateralità, in caso di neoplasie già diagnosticate con tecniche tradizionali;

valutazione della risposta terapeutica nelle pazienti con neoplasie mammarie trattate con chemioterapia neoadiuvante;

Diagnosi differenziale tra recidiva o fibrosi cicatriziale in pazienti sottoposte ad intervento
chirurgico conservativo per cancro mammario;
valutazione delle protesi (ove la RM si dimostra l’indagine protagonista indiscussa);
discrepanza tra indagini diagnostiche tradizionali (ecografia e mammografia).


Come si esegue la risonanza magnetica mammaria (RMM) e durata dell’esame.

L’esecuzione della risonanza magnetica mammaria (RMM) non prevede l’utilizzo di raggi X e si avvale dell’utilizzo di un’apparecchiatura ad elevato campo magnetico (almeno 1,5 T) e di una particolare bobina, un accessorio che accoglie entrambe le mammelle, per avere una migliore risoluzione spaziale.

La paziente è posta in posizione prona (a pancia in giù), posizione tollerata anche dalle pazienti che soffrono di claustrofobia.

L’esecuzione della risonanza magnetica mammaria (RMM) dura mediamente 15-20 minuti.

L’esame è eseguito sempre con mezzo di contrasto endovena, fatta eccezione per lo studio dedicato alle protesi.

Controindicazioni della risonanza magnetica mammaria (RMM)

Le controindicazioni sono identiche a quelle da seguire per un qualsiasi esame di risonanza magnetica: quindi la risonanza magnetica mammaria (RMM) non può essere effettuata in presenza di pacemaker o di protesi metalliche (per i dettagli rivolgersi al medico curante ed al medico radiologo).

Le pazienti con espansore mammario, fatta eccezione per gli espansori “RM-compatibili”, non possono effettuare l’esame sino al posizionamento della protesi mammaria definitiva.

Le raccomandazioni sono le medesime di qualunque altro esame da eseguire con mezzo di contrasto endovena.

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